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Presentazione del Rav Elio Toaff
Cinque secoli sono trascorsi da quando nel lontano 1496 – corrispondente al 5242 dalla Creazione - fu stampato per la prima volta in due volumi a Soncino e a Casalmaggiore il Machazor secondo il rito dei “figli di Roma”; e da allora, decine di altre edizioni del Machazor si sono susseguite per i tipi delle diverse stamperie sparse per la penisola italiana. Questo fatto dimostra chiaramente quanto vivo e profondo fosse l’interesse e l’amore degli Ebrei di origine italiana al proprio rito e alle proprie tradizioni e con quanta cura e gelosia tenessero a preservarle dalla proponderante influenza sia ashkenazita che sefardita.
Per questi ebrei il Machazor rappresentava una riafferma-zione della propria vitalità culturale e religiosa; in quella raccolta di preghiere e di riti vedevano un elemento unificante delle varie comunità di origine italiana, e soprattutto, una memoria storico-letteraria che raccoglieva i momenti salienti della esperienza di quella comunità; un mezzo per esaltare e stimolare attraverso la preghiera e la meditazione, la tensione etico-spirituale del singolo Ebreo.
La presente edizione del Machazor tanto nella novità della traduzione in lingua italiana quanto nel confluire in essa delle diverse usanze e tradizioni liturgiche delle vaire comu-nità di rito italiano, costituisce un fatto di notevole impor-tanza. Sul piano culturale, grazie alla mole di materiale let-terario che viene presentato, si permette al lettore ignaro della lingua originale, di conoscere brani importanti della letteratura liturgica e del pensiero del popolo ebraico riguardanti un arco di parecchi secoli. Ma sopratutto dal punto di vista dei valori dello spirito, l’opera è la testimo-nianza della vitalità e dell’esigenza di una comunità che, in un’epoca di apparente secolarizzazione, vuole recuperare ed esaltare i valori della propria bimillenaria tradizione..
ELIO TOAFF
Rabbino Capo
della Comunità Ebraica di Roma
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